Marco Iebba

architecture and urban landscape photography

Bio

Nasco nel marzo del 1982 a Milano, dove attualmente vivo e lavoro.

Architetto libero professionista e fotografo amatoriale in continua formazione ed evoluzione principalmente da autodidatta.

 

La mia passione per la fotografia nasce dalla mia innata curiosità che da sempre contraddistingue il mio modo di osservare e di esplorare ciò che mi circonda, in particolare l’architettura e il contesto urbano di Milano nel quale sono cresciuto, fonte principale di ispirazione per i miei scatti.

 

Cerco sempre di non limitare la mia pratica ad un unico stile, ma di sperimentare, di osservare le cose da punti di vista sempre diversi, alla ricerca della bellezza, senza avere mai il timore di commettere errori, ma anzi di imparare da questi e crescere perfezionando la tecnica.

Ma qualunque sia la tecnica adottata, le decisioni fondamentali riguardano l’immagine stessa: i motivi che hanno indotto a scattarla e il suo aspetto. La tecnica è importante, ma in fondo il massimo che può fare è contribuire a concretizzare un’idea o un’impressione.

 

La fotografia è arte comunicativa e, in quanto tale, come tutte le arti, oltre alla tecnica ci deve essere un connubio tra spontaneità, creatività ed emozione. Con la fotografia possiamo concederci il privilegio di fermare il tempo per mostrarlo a chi non era li con noi, per comunicare le nostre emozioni o semplicemente comunicare quello che siamo o che abbiamo vissuto.

Nello scattare una foto entrano in gioco una quantità di fattori che non sono evidenti a chi si limita ad osservare il risultato finale.

 

La luce è l’elemento che, in particolare, esercita su di me un fascino costante in tutte le mie foto, per il ruolo che riveste nella percezione delle forme, semplici o complesse che siano, di tutto ciò che ci circonda, dalle mille sfumature che assume nelle varie ore della giornata e delle stagioni, dal suo modo di rivelare e, allo stesso tempo, di ingannare e confondere. È uno strumento che cerco di sfruttare ed esaltare in special modo nel bianco e nero, un genere che prediligo e scelgo spesso per i miei scatti, poiché mi permette di concentrarmi maggiormente nel soggetto, accentuando ombre e tonalità, definendo forme e volumi, mentre lo sfondo risulta molto meno distraente.

 

È il genere su cui si basa un mio progetto, “Notturni milanesi”, dedicato all’esposizione notturna dei luoghi più celebri della mia città, dalle piazze e monumenti storici ai moderni grattacieli che sorgono nel fulcro dei quartieri in via di riqualificazione.

Immagini con le quali cerco di raccontare il dinamismo di una metropoli sempre in movimento anche nelle ore notturne, una vita frenetica che scorre indifferente al cospetto delle opere e luoghi simbolo del paesaggio urbano del capoluogo lombardo, per offrire una visione diversa da quella ormai abituale agli occhi dei cittadini milanesi.

“I primi cugini dei fotografi sono gli architetti… come noi, spaziano fra i pieni e i vuoti, problemi di luce, di linee e movimento, alla ricerca di coerenza fra il loro modo di vivere, la loro ideologia e la loro storia. E tutto ciò, alla fine, si collega. Si tratta di una magia che appartiene all’architettura come alla fotografia”

S. Salgado

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